Al Corporate Lodging Forum, Tobias Ragge (CEO di HRS) delinea un futuro guidato da piattaforme integrate, efficienza operativa e una nuova visione dei viaggi aziendali come leva strategica per imprese e hotel.
Il settore del business travel – che rappresenta 600 miliardi di euro a livello globale e il 40% della spesa totale per viaggi – è al centro di una trasformazione epocale. Questo il messaggio chiave lanciato da Tobias Ragge, CEO di HRS, durante l’edizione 2025 del Corporate Lodging Forum che si è tenuto ieri a Milano. Un evento che ha visto la partecipazione di aziende multinazionali, partner del settore alberghiero, fornitori di tecnologia e noi di Travel for business come attore della comunicazione, tutti chiamati a riflettere sulle nuove sfide e sulle opportunità che si aprono in uno scenario geopolitico instabile e sempre più digitalizzato.
“Il mondo sta cambiando in modo accelerato. La deglobalizzazione, l’intelligenza artificiale e l’invecchiamento demografico stanno ridefinendo le priorità aziendali. La tecnologia non è più una leva d’efficienza, ma una condizione di sopravvivenza.”
Sommario
ToggleLe tre forze che riscrivono le regole del gioco
Durante il suo keynote, Ragge ha identificato tre macro-trend destinati a influenzare profondamente il settore:
- Deglobalizzazione: la riorganizzazione delle supply chain, con la riduzione della dipendenza dalla Cina e l’espansione in mercati alternativi come India e Sud-Est Asiatico.
- Pressione regolatoria e compliance: tra cui la crescente attenzione allo Scope 3 e alla tracciabilità delle emissioni.
- Controllo dei costi: in un contesto in cui il budget travel non cresce più, ma diventa oggetto di consolidamento e convergenza.
Il discorso di Ragge ha preso le mosse da una cornice geopolitica in rapido mutamento: “Stiamo vivendo un cambiamento d’epoca”, ha affermato. La progressiva ritirata degli Stati Uniti da un ruolo di leadership globale, accelerata dal ritorno di Donald Trump e dalle tensioni con la Cina, impone all’Europa di ridefinire il proprio posizionamento strategico. Questo nuovo scenario globale genera volatilità nei mercati finanziari, incertezza negli investimenti e spinge le imprese a ridisegnare le proprie supply chain, con una crescente diversificazione geografica che tocca direttamente il mondo del business travel.
Tecnologia e AI: da leva di innovazione a motore di sopravvivenza
Oltre alla geopolitica, Ragge ha evidenziato il ruolo cruciale della tecnologia come secondo grande fattore di discontinuità. L’esplosione dell’intelligenza artificiale, con la concorrenza globale sui modelli linguistici avanzati, ha effetti immediati sul valore di mercato delle aziende e sulla direzione degli investimenti. “Il 96% della crescita nei mercati azionari USA è stata trainata dai colossi tech”, ha sottolineato Ragge. Di fronte alla carenza di forza lavoro, soprattutto nei mercati maturi, la tecnologia diventa l’unico mezzo per colmare il gap di produttività: “Se non colmiamo questo divario, il nostro benessere economico è destinato a deteriorarsi.”
Nuovi imperativi per le aziende: costi, compliance e sostenibilità
Nelle priorità aziendali, l’enfasi torna oggi sulla gestione diretta dei costi. La sostenibilità e l’esperienza del dipendente – tematiche centrali fino a pochi anni fa – cedono terreno alla necessità di ottimizzare la spesa. Ragge introduce il concetto di “convergenza”, ovvero la razionalizzazione dei fornitori e l’integrazione dei segmenti di viaggio (transitorio, gruppi, soggiorni lunghi, meeting) in un’unica strategia di procurement.
Anche la compliance normativa e la gestione del rischio diventano centrali: “Se un auditor vi chiede i dati Scope 3 delle emissioni di CO₂ per i viaggi non gestiti, in molti casi non sareste in grado di fornirli”. Il riferimento è alla bassa tracciabilità dei viaggi di gruppo, dei soggiorni estesi o delle trasferte non prenotate tramite canali ufficiali.
Il nodo generazionale e le nuove aspettative digitali
Un’altra sfida chiave è rappresentata dal cambiamento generazionale, e le aziende devono ripensare completamente i touchpoint con il dipendente-viaggiatore. La generazione under 35, oggi prevalente in molte aziende globali, è composta da lavoratori nati nell’era digitale. Ragge è stato chiaro su questo punto:
“La forza lavoro di oggi è composta da nativi digitali. Se guardo i miei figli e vedo come utilizzano le applicazioni digitali, mi sento, sinceramente, un uomo molto anziano. Sono piuttosto certo che non accetterebbero mai gli strumenti con cui ho lavorato io in passato. Oggi tutto ruota attorno a soluzioni digitali fluide, concepite fin dall’inizio per essere seamless, impeccabili nell’esperienza e, idealmente, con elementi di gamification integrati” E ha sintetizzato le nuove esigenze in tre parole chiave:
- Flexible, seamless processes – Dalla prenotazione al rimborso, tutto deve essere digitale, integrato e senza interruzioni.
- Upgraded traveler experience – I viaggiatori si aspettano un’esperienza paragonabile a quella dei servizi consumer.
- Sustainable travel – Il tema della sostenibilità ambientale è centrale nelle decisioni di viaggio delle nuove generazioni.
Le difficoltà? nascono dalle criticità attuali come la Lack of personalization – Molti sistemi aziendali non sono in grado di proporre soluzioni personalizzate in base al profilo del dipendente. E lo Ease of use & training needs – Le interfacce attuali sono spesso complesse, poco intuitive, e richiedono formazione continua.
Queste aspettative impattano direttamente sull’adozione degli strumenti di travel management.
Se le piattaforme aziendali non sono allineate agli standard consumer, i dipendenti tenderanno ad aggirarle, generando leakage, perdita di dati, rischi di compliance e una visibilità ridotta della spesa.
Il risultato? Un circolo vizioso che aumenta i costi operativi, rende i processi meno efficienti e mina la soddisfazione del personale.
Un settore complesso, frammentato e inefficiente: i numeri di un sistema da ripensare

Il settore del business travel vale globalmente circa 600 miliardi di dollari e rappresenta un terzo del turismo mondiale. Tuttavia, secondo i dati presentati da HRS, solo il 60% dei viaggi d’affari è effettivamente gestito. Il restante 40% sfugge a ogni controllo, senza dati affidabili, e spesso possibilità di ottimizzazione. Peggio ancora per segmenti come i viaggi di gruppo o i meeting: “Nessuno ha dati affidabili su questi ambiti,” ha affermato Ragge con una provocazione ironica, offrendo una bottiglia di champagne a chiunque possa dimostrare il contrario. La radice del problema risiede nell’inadeguatezza delle infrastrutture tecnologiche tradizionali che risiedono nel settore della gestione dei viaggi.
Per affrontare queste sfide, HRS ha presentato due nuove soluzioni tecnologiche:
- Copilot, pensato per i responsabili viaggio aziendali, consente di pianificare e gestire l’intero ciclo di spesa – dai pernottamenti ai meeting – grazie a un data lake integrato che unisce dati di prenotazione, spesa e preferenze. L’obiettivo: supportare decisioni strategiche, ridurre i costi e migliorare la sostenibilità.
- HRS Connect, dedicato ai dipendenti, offre un’esperienza full-digital dalla prenotazione al rimborso, eliminando la necessità di interazioni manuali o interventi umani. Il tutto con un’interfaccia pensata per i digital native e integrata con l’ecosistema aziendale.
Ragge ha concluso il suo intervento con una visione ottimista ma concreta: “Possiamo creare un sistema win-win se affrontiamo le sfide insieme – aziende, fornitori e tecnologie – puntando a una gestione integrata della spesa, a una maggiore adozione di strumenti digitali e alla riduzione delle inefficienze”.
Il futuro del business travel sarà determinato dalla capacità delle aziende di adattarsi, sfruttare la tecnologia e valorizzare i dati. Un ecosistema connesso, trasparente e sostenibile non è più un’utopia, ma una necessità economica e strategica.