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ToggleScopri le regole del car sharing neopatentati: restrizioni, servizi e come integrarlo nel PSCL per una mobilità aziendale più efficiente
Il car sharing neopatentati può essere una soluzione utile per i giovani dipendenti, ma solo se le restrizioni non lo rendono impraticabile. Per i mobility manager che devono strutturare un PSCL, è fondamentale verificare i requisiti dei diversi servizi e valutare quali possono essere davvero accessibili ai neopatentati. Se scelto con attenzione, il car sharing rappresenta un’opzione valida per la mobilità aziendale, offrendo un’alternativa economica e sostenibile all’auto privata, anche per chi ha appena preso la patente.Vediamo allora nel dettaglio cosa dovrebbe sapere un Mobility Manager.
Chi può usare il car sharing?
Generalmente, il car sharing è accessibile a chi ha una patente valida e soddisfa i requisiti minimi imposti dai gestori del servizio. Il car sharing per neopatentati è un’ottima soluzione per i giovani dipendenti che devono spostarsi per lavoro, ma non tutti i servizi lo permettono. Per i mobility manager alle prese con il PSCL (Piano Spostamenti Casa-Lavoro), è importante sapere quali soluzioni includere nel piano per i dipendenti più giovani. Alcuni operatori, infatti, pongono limiti di età o di esperienza alla guida, escludendo automaticamente i neopatentati. Tuttavia, negli ultimi anni alcune società hanno aperto le loro flotte anche a chi ha appena conseguito la patente, spesso con qualche restrizione in più. D’altronde, non lo dimentichiamo, sono proprio le nuove generazioni quelle più propense ai veicoli condivisi.
Quanti anni di patente servono per il car sharing?
E qui arriva la prima sorpresa: non basta avere una patente in tasca per saltare su un’auto in car sharing! Ogni servizio impone regole diverse. In generale, per accedere al car sharing senza limitazioni servono almeno due anni di patente, ma alcune società consentono l’iscrizione anche ai neopatentati, a patto che abbiano almeno 18 o 19 anni. Per i mobility manager che vogliono rendere il car sharing per neopatentati parte del PSCL, è essenziale valutare con attenzione quali società di sharing mobility possono effettivamente essere inclusi come alternativa alla mobilità privata o ai mezzi pubblici. Non tutti i giovani lavoratori potranno usare il car sharing aziendale, quindi una selezione accurata delle flotte disponibili è fondamentale.
Che restrizioni hanno i neopatentati?
Neopatentato e libertà al volante non sempre vanno d’accordo. Oltre ai limiti di età imposti dai gestori del car sharing, bisogna considerare le restrizioni del Codice della Strada. I neopatentati devono rispettare limiti di velocità ridotti(100 km/h in autostrada e 90 km/h sulle extraurbane principali) e non possono guidare auto con un rapporto peso/potenza superiore a 55 kW per tonnellata. Questo significa che alcuni modelli di car sharing potrebbero non essere accessibili ai dipendenti appena patentati. I mobility manager devono quindi verificare che le flotte disponibili abbiano auto compatibili con queste restrizioni, altrimenti il servizio risulterà inutilizzabile per i neopatentati.
Quanti passeggeri possono trasportare i neopatentati?
Qui una buona notizia: i neopatentati non hanno restrizioni sul numero di passeggeri trasportabili. Se il veicolo ha cinque posti, si possono occupare tutti, a patto di rispettare le regole del Codice della Strada, come l’obbligo delle cinture di sicurezza per tutti i passeggeri. Questo rende il car sharing per neopatentati una soluzione pratica per il PSCL, soprattutto per chi vive in aree non ben servite dai mezzi pubblici e deve condividere l’auto con colleghi o amici per raggiungere il luogo di lavoro.
Chi può usare Car2Go?
Car2Go, ora parte di Share Now, era una delle prime opzioni di car sharing free floating in Italia. Oggi, con Share Now, l’accesso ai neopatentati è più limitato: per iscriversi, bisogna avere almeno 21 anni e due anni di patente. Questo esclude molti giovani dipendenti neopatentati, rendendolo un’opzione meno utile per il PSCL di aziende con personale under 21. Tuttavia, per chi rientra nei requisiti, Share Now offre auto di diverse categorie, tra cui modelli compatibili con le restrizioni dei neopatentati.
Chi può guidare Share Now?
Share Now è uno dei principali operatori di car sharing in Europa e in Italia. Come accennato parlando di Car2Go da poco assorbito proprio da Share Now, quest’ultima compagnia prevede che per utilizzare i mezzi in sharing servono almeno 21 anni e due anni di patente. Questo lo rende poco adatto ai neopatentati, che devono orientarsi verso altri servizi con requisiti meno stringenti. Tuttavia, per i mobility manager, Share Now rimane una buona opzione per la fascia di dipendenti con più esperienza alla guida.
Chi può guidare Enjoy?
Enjoy, il servizio di car sharing di Eni, consente l’iscrizione a partire dai 18 anni, ma impone almeno un anno di patente. Questo lo rende un’opzione interessante per i neopatentati, anche se bisogna sempre verificare quali modelli di auto sono disponibili e se rispettano i limiti di potenza. Per i mobility manager, Enjoy è un’opzione da considerare nel PSCL, soprattutto se i giovani dipendenti lavorano in città dove questo servizio è ben diffuso.
Come funziona Amicar?
Amicar è un servizio di car sharing attivo in alcune città italiane, con una forte attenzione alla sostenibilità. A differenza di altri operatori, permette l’accesso ai neopatentati, purché abbiano almeno 18 anni e la patente valida. Questo lo rende una scelta interessante per le aziende che vogliono includere anche i dipendenti più giovani nel PSCL. Inoltre, essendo spesso focalizzato su veicoli elettrici, Amicar si allinea perfettamente con le politiche aziendali di mobilità sostenibile.
Quando conviene il car sharing?
Per le aziende che devono redigere un PSCL, il car sharing è una soluzione conveniente quando i dipendenti hanno esigenze di spostamento occasionali o non possono contare su mezzi pubblici affidabili. Nel caso del car sharing per neopatentati, la convenienza dipende dalla disponibilità di flotte accessibili ai giovani lavoratori. Se i servizi disponibili pongono troppe restrizioni, il car sharing potrebbe non essere la scelta ideale. Tuttavia, laddove le condizioni lo permettono, integrare il car sharing nel PSCL aiuta a ridurre il traffico, migliorare la sostenibilità e offrire alternative valide all’auto privata.
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Photo credit: Hassan OUAJBIR