Viaggi d’Affari: l’Intelligenza Artificiale trasforma il Travel Management

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Dalla personalizzazione estrema al risparmio strategico, l’intervento di Mirko Lalli all’evento AITMM di Firenze mostra come l’AI stia ridisegnando l’esperienza del business travel e il ruolo dei mobility manager.

Il futuro del travel management è già qui — e parla il linguaggio dell’intelligenza artificiale. Il 26 marzo, l’appuntamento fiorentino dell’AITMM (Associazione Italiana Travel Mobility Manager) ha ospitato un keynote d’eccezione: Mirko Lalli, founder & CEO di The Data Appeal Company e vicepresidente di Turismi.ai, ha tracciato un quadro nitido e strategico dell’impatto trasformativo dell’AI sul mondo dei viaggi d’affari.

Sostenuto da dati eloquenti – come il potenziale incremento del PIL globale entro il 2030 grazie all’intelligenza artificiale (fonte: PWC) – Lalli ha guidato il pubblico in un’analisi a tutto tondo delle nuove opportunità per Travel Manager e TMC, tra customer experience potenziata, risparmi documentabili e nuovi modelli di business.

AI & Business Travel: nuovo ecosistema digitale

L’AI sta permeando ogni fase del ciclo di viaggio: ispirazione, prenotazione, esperienze durante il viaggio e analisi post-ritorno. Secondo uno studio Amadeus citato da Lalli, i viaggiatori d’affari sono più inclini a utilizzare strumenti AI rispetto ai turisti leisure. Il 41% degli utenti business desidera un’esperienza personalizzata grazie all’AI, contro il 28% dei leisure traveler. E la tendenza verso il self-service è netta: il 71% preferisce il check-in digitale.

Ma uno dei concetti centrali dell’intervento è la creazione di un motore di personalizzazione intelligente, in grado di profilare le preferenze individuali — dalla fedeltà aerea alle necessità alimentari — e applicarle automaticamente alle prenotazioni. Questo approccio non solo aumenta la soddisfazione del viaggiatore, ma contribuisce a costruire fidelizzazione e compliance alle policy aziendali.

L’AI come leva del Travel ROI

L’adozione di sistemi AI per il monitoraggio continuo dei prezzi (con riacquisto automatico in caso di ribassi) può generare risparmi del 20-30% sul travel budget, secondo i dati TravelAI. Un impatto tutt’altro che marginale per le imprese, che oggi più che mai sono attente a ottimizzare ogni voce di spesa.

Il Nuovo Ruolo del Travel Manager: da “Esecutore” a “Consulente Data-Driven”

“Il valore unico del Travel Manager non risiede più nell’accesso all’inventario, ma nella capacità di ridurre i costi totali attraverso l’intelligenza artificiale”, ha dichiarato Mirko Lalli.

La visione proposta da Lalli implica una trasformazione radicale della figura del travel manager, che da mero gestore operativo si evolve in consulente strategico. Questo cambio di paradigma prevede:

  • Modelli ibridi di pricing, basati su fee base + % di risparmio generato (performance-based).
  • Virtual assistant AI, integrati con strumenti come Slack e Teams, per gestire richieste, policy e suggerimenti di viaggio.
  • Adozione massiva di strumenti predittivi, per gestire in tempo reale opportunità e inefficienze.

L’intervento ha anche evidenziato come i principali player del settore stiano già integrando AI nei propri sistemi: SAP Concur, Navan ed Egencia stanno implementando funzionalità come booking via chatbot, monitoraggio dei prezzi e raccomandazioni personalizzate. Segnale inequivocabile di un mercato in rapida evoluzione, in cui restare fermi equivale a perdere terreno.

E nel futuro?

Il futuro, come suggerisce una celebre citazione di William Gibson riportata da Lalli, “è già qui, solo che non è equamente distribuito”. Chi saprà coglierlo per primo, però, potrà ottenere vantaggi competitivi notevoli. In questo scenario:

  • Le agenzie di viaggio corporate dovranno rivedere modelli operativi e remunerativi.
  • I Travel Mobility Manager si troveranno a guidare processi di innovazione interna basati su dati, tecnologia e nuove metriche di performance.
  • I viaggi d’affari diventeranno piattaforme evolutive di valore aziendale, non più solo un centro di costo.

L’intervento di Mirko Lalli ha segnato un punto di svolta ben oltre il semplice aggiornamento tecnologico: si è configurato come una vera e propria chiamata all’azione strategica per l’intero comparto del business travel. L’intelligenza artificiale, ha sottolineato, non rappresenta più un orizzonte futuribile o una curiosità da osservare a distanza, bensì una leva già operativa, capace di generare efficienza misurabile, personalizzazione scalabile e valore concreto lungo tutta la filiera del travel management. Le organizzazioni che sapranno adottarla con visione sistemica e competenze adeguate si posizioneranno come protagoniste della nuova fase evolutiva del settore. Al contrario, chi continuerà a trattarla come una tecnologia accessoria rischia di perdere rilevanza in un mercato che premia l’innovazione data-driven.

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